Anche Trump, Putin, la Merkel e perfino Renzi ora vogliono venire a Passioni Festival

Bisogna mettere un freno a Passioni Festival: di questo passo tocca fare come Nardella, che a Firenze prende la sistola per tenere a bada l’invasione di turisti anche sui sagrati delle chiese.
Per ora Meacci, che con Passioni Festival si fissò di portare ad Arezzo la cultura, per accontentare tutto il pubblico che invade l’Arena Eden, anche i mille e più con Gigi Proietti, se la cava con i maxischermi.
Ma c’è già su Facebook chi si preoccupa per il futuro: che si inventano ora Meacci, Scanzi, Cialini e la Francesca?

Loro non lo dicono, ma l’Ortica è in grado di anticipare le mosse.
C’è già in cantiere una edizione speciale che possa coprire il vuoto tra il cinque luglio e il sette luglio. Una edizione speciale per parlare anche un po’ di politica: hanno dato già la loro adesione Trump, Putin, la Merkel, Macron.
Si aspetta per il gran finale quella di Renzi.
Trump ci ha pensato, ma poi ha deciso quando ha saputo che ad Arezzo il Comune sugli immigrati la pensa come lui. Putin, abituato ai tempi in cui i comunisti mangiavano i bambini, ha sciolto ogni dubbio quando ha letto che in provincia di Arezzo una mamma ha dato uno schiaffo al suo bambino.

La Merkel non ha mai avuto un dubbio: ad Arezzo non c’è mica più da salvare BancaEtruria.
Macron si è informato sulla scuola aretina: ha detto sì quando ha saputo che ci sono belle insegnanti attempate.
E Renzi?
Verrà se viene anche Berlusconi., così andranno a Gargonza a piantare il Renzuscone, in barba a Prodi, Veltroni e D’Alema che a Gargonza piantarono l’Ulivo.

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