Poste Italiane Anziane

Se vai alla Posta centrale di Arezzo a Guido Monaco per fare una qualsiasi operazione, non importa l’ora o la stagione, trovi sempre le code interminabili.

Sembra sempre che tutto il mondo si sia dato appuntamento all’ufficio, con le sedie piene, e quando scatta il numero prima del tuo, immancabilmente, il tizio deve fare una cosa lunghissima, problematica o mai fatta prima.
Ed ecco che passa mezz’ora, quaranta minuti, e il tizio è ancora li con un plico di fogli alto come l’elenco telefonico.
Prima di lui lo sportello aveva evaso 10 persone in 5 minuti, un bollettino, una raccomandata, ma poi arriva lui, il tuo precedente.

Richiede asilo politico, deve fare il permesso di soggiorno dal Culinstein e manca sempre un documento, ha deciso di aprire un conto corrente speciale che necessita di ottanta faldoni da firmare, oppure deve spedire 16 pacchi in Cina, ma sono confezionati male e li deve ricomporre allo sportello.
Chiama il direttore, sei impiegati, ma nessuno riesce a risolvere il problema del timbro sulla firma del modulo C. E passano le ore.
E tu smadonni, sudi, aspetti, poi arriva la doccia fredda: hai scoperto che quello è il giorno del ritiro delle pensioni.

Quindi orde di vecchietti si assiepano dalle prime luci dell’alba per essere i primi, e tu sei nel mezzo di questa orda tipo zombie, senza nessuna speranza.
Tanto non hanno niente da fare, a parte il cantiere da sorvegliare e il bianchetto al bar, ma hanno deciso che oggi tutto può saltare.
Non importa che se ci vanno il giorno dopo troveranno il deserto, DEVONO assieparsi tutti li oggi.
Se poi tu hai il ticket del conto corrente che ti fa passare prima o l’app saltacode, scatta la rivoluzione.
L’anziano incazzato, che ti rimarca che è in coda dalle 6 e 45, non vorrebbe che tu passassi dopo 10 minuti perchè hai la precedenza.

Senza capire che tu devi lavorare, andare a scuola, ritirare dalla moglie i figli, che non hai tempo da perdere.
Loro invece si, ma si incazzano lo stesso.
Chiamano il direttore, sottolineano come “noi si che ai nostri tempi…”, si aizzano l’un con l’altro come belve feroci contro di te.

La gerontocrazia non deve perdere, tu giovinastro sei solo un ostacolo nella lunga marcia postale.
Intanto arrivano le 19 e l’uffico deve chiudere.
Ovviamente serviranno come ultimo cliente quello prima di te.
E tu sei fottuto.

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Il Burattino
Giocatore incallito di verbi e parole, iconoclasta e irrispettoso, non si piega e non si spezza, specialmente quando il gioco si fa duro, egli comincia a giocare. Abituato a prendere botte si difende a colpi di mazza, poliglotta e multietnico, è forse il primo immigrato di Arezzo dalle calde terre dell'Africa.

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