Il Giardino delle Passioni

Ad Arezzo si preannuncia finalmente un estate a livello culturale davvero speciale; due i big in campo, da una parte il Giardino delle Idee e dall’altro il Passioni festival, entrambi con un cartellone di nomi di spessore nazionale; prova tangibile ne è la sponsorizzazione di Lilli Gruber a La Sette in diretta nazionale con Andrea Scanzi.
Lasciamo ai lettori scoprirlo nei rispettivi siti web e pagine Facebook, soffermandoci invece su un altro aspetto.

Quello della clamorosa assenza dell’amministrazione comunale aretina, che quando c’è in gioco la Cultura con la c maiuscola scappa di corsa nella direzione opposta.
Infatti in nessuna delle due rassegne appare tra i sostenitori (finanziari, ma non solo) il Comune, ma enti e sponsor privati e in parte la Provincia per il Giardino.

Però il Comune ribatte su Back in Time, spendendo per un solo evento praticamente tutto il budget a disposizione per questo settore, salvo riesumare una altra sagra della chianina o similari a costo zero.
Che partecipi come patrocinatore al mengo non dice molto, visto il cartellone di questo festival, che presenta nomi di nicchia e non troppo conosciuti (Salmo e Levante dovrebbero essere i due più famosi, ma non siamo poi così certi che lo siano davvero).

Sembra la mano finale di poker dove il giocatore punta tutto con una coppia di due in mano, sperando di bleffare e vincere il piatto contro uno che ha un poker d’assi servito.
Evento, Back in Time, che seppure anche piacevole, NON giustifica l’esborso di denaro così alto e sopratutto non avendo altre risorse per eventi decisamente di più alto spessore.
Magari co – finanziando il Giardino delle Idee e Passioni Festival, per esempio.

Forse a Ghinelli e Comanducci da piccoli piaceva giocare coi soldatini, tanto che ora ci continuano a giocare.
A spese nostre, a spese alte.
Se non è follia, poco ci manca.

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