Il Macrì ride, ma il Ghinelli no

Dopo gli “schiaffi” di inizio legislatura, quando il sindaco Ghinelli dichiarava ai giornali che il solo Francesco Macrì (e non il partito dei Fratelli d’Italia) era fuori dalla maggioranza e dopo che lo stesso Ghinelli, per toglierselo dalle palle, fece nominare il “tanghero” presidente di ESTRA spa, la pace tra i due sembrava essere cosa fatta.

Solo che ora Macrì guadagna più del doppio del sindaco e questa cosa non piace al primo cittadino.
Ecco che pubblichiamo un documento che chiarisce i rapporti odierni tra i due.
Macrì, diventato grasso come un’oca satolla, prende in giro il sindaco “povero” e Ghinelli non ci ride per niente, anzi maledice chi gli consigliò di piazzare Macrì a ESTRA.
“Se avessi saputo che lo mandavo ala greppia vera ‘un ne facevo niente!” sta pensando.

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Pietro Aretino
« Qui giace l'Aretin, poeta Tosco, che d'ognun disse mal, fuorché di Cristo, scusandosi col dir: "Non lo conosco"! » (Ironica epigrafe indirizzata all'Aretino da Paolo Giovio[1]) È conosciuto principalmente per alcuni suoi scritti dal contenuto considerato quanto mai licenzioso (almeno per l'epoca), fra cui i conosciutissimi Sonetti lussuriosi. Scrisse anche i Dubbi amorosi e opere di contenuto religioso, tese a farlo apprezzare nell'ambiente cardinalizio che a lungo frequentò.

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