La tolleranza vola sulle ali di pollo

Non so chi sia stato il genio che ha organizzato la manifestazione di una cinquantina di migranti di fronte alla questura per protestare contro il cibo scadente ( ali di pollo), l’orario non in linea con il Ramadam e contro il caldo.

Certo, in una situazione sociale esplosiva come la nostra, una protesta simile non poteva che dare adito alla peggiore, vomitevole reazione emotiva che oramai galleggia fuori da ogni cervello mediamente disturbato.
Leggere certi commenti ad alcuni siti come Teletruria e La Nazione ti fa capire che il grado di equilibrio che dovrebbe governare un popolo mediamente considerato civile è andato a farsi fottere.

Ciononostante sarebbe pericoloso non considerare l’aspetto inquietante della manifestazione da parte di soggetti che nonostante tutto sono ospiti, spesso non graditi, e che quindi dovrebbero viaggiare con i piedi felpati per non provocare inutili reazioni.
Ed allora mi chiedo: ma le organizzazioni che con tanta premura si fanno carico di trasportare e gestire questi migranti e che INCASSANO I CONTRIBUTI, cosa fanno per integrarli nella nostra civiltà?
Non sarebbero utili dei corsi che spieghino loro qual’è il nostro modo di vivere, quali leggi debbano essere rispettate?

Così, invece di vederli bighellonare accentuando la rabbia degli aretini, invece di vederli fermi ad ogni angolo di supermercato (avete notato come si scambiano regolarmente?
Chi è che li organizza?)perché non vengono spinti a fare attività utili per la città?
Ne va della loro stessa dignità.
Ne va della tranquillità di una città che non ha interesse a diventare intollerante ma che è sempre più consapevole che il fenomeno migranti VADA GOVERNATO e non lasciato al caso.
Ma una politica insulsa, fatta solo di chiacchiere e distintivo rischia di compromettere la tranquillità di una città di appena centomila abitanti che vorrebbe solo vivere in pace.

Non ci servono gli squilli di tromba dei soliti speculatori sociali, ci servono proposte ed atti concreti che servano a governare il fenomeno. Chi non ci riesce vada pure a casa!

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Luciano Petrai
Di professione “curioso”, ha attraversato negli anni ’80 le speranze ecologiste collaborando attivamente con gli Amici della Terra – Italia. Ha cavalcato le delusioni politiche e sociali attraverso una buona dose di auto-ironia e di sarcasmo. Attualmente fa parte della redazione del periodico “Essere” ed esprime note e lazzi in una frequentata pagina facebook ( che usa soprattutto per cuccare). Ed ora l’esperienza ne “L’ortica” per continuare a pungere divertendosi.

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