Giostra e città della Giostra avvampano di dispiacere per il trattamento ricevuto dalla concittadina regista Rai. Internet parla. Il senso civico tace

Torniamo sull’argomento.
Come al solito dilungandoci.
Ma alla fine poniamo una precisa domanda a Comune d’Arezzo e Istituzione Giostra.

Però, prima, parliamo di senso civico.
Aspettando la Giostra in notturna del 17.

O quante volte sarebbe meglio mandare in quel posto qualcuno piuttosto di mandare neanche un cenno di risposta a qualcuno?

Bisogno di avere studiato una vita per arrivare a capirlo non sembra volercene granché.
Ce vole neanche un ultra senso civico.

Tuttavia, la nostra città, da un po’ di tempo in qua, assiste ad un costante procedere innanzi a rovescio.
Almeno, prima, retrocedeva e chiuso triccheballacche .
Ora, invece, succede che gente non congeniale ad un certo sistema amicale, riceve comportamenti diversamente improntati ad un minimo di senso di educazione.
Almeno, prima, il dirigismo dava un calcio nel didietro e stop.

Calza a pennello, diventando simbolo dell’aria che tira nella città della Giostra del Saracino, il comportamento ricevuto dalla concittadina regista Rai. Internet ne parla e parteggia per Francesca Montaini.
(leggere precedenti articoli)

Invece:

il senso civico tace e inaugura una mostra sul dietro le quinte della massima rievocazione storica cittadina.
Un paio di volte l’anno massima ma massimamente messa a lato pure dal brand concepito per il rilancio del turismo.

Comune, Istituzione Giostra e regista: un caso da antologia.

Esemplare in materia di approssimazione nella valorizzazione di un talento della nostra terra.
La Montaini, già professionalmente prestata alla direzione artistica e tecnica della messa in onda televisiva della passata edizione giostresca. Con unanime apprezzamento per la riuscita della manifestazione anche sotto il profilo televisivo. Grazie non soltanto ai mezzi tecnici del service.
Ingaggiato per realizzarla in Piazza e distribuirla a tutto il resto del mondo televisivo interessato al Saracino.
Ma grazie, soprattutto, alla dote di un’aretina che sa fare il suo lavoro. Essendo il suo mestiere.
Ma – ci piace pensare – lo fa meglio se c’è di mezzo anche la passione per la massima tradizione della sua città natale.

Anche prescindendo da un orientamento alternativo alla regista dello scorso anno, invalso nel Comune e dentro l’Istituzione, è impossibile prescindere dal muro messo in atto nei confronti della concittadina.

Anche tralasciando il diritto sacrosanto tanto del Comune sia dell’Istituzione di esplorare un’alternativa, contattando direttamente l’ambiente di Saxa Rubra, per poi finire a individuare il regista ideale, in un film maker siciliano – ritenendo che egli fosse il possibile candidato a ricoprire l’incarico di dirigere televisivamente la Giostra – benché questi sia un cineasta specializzato in teatro dei Pupi (chissà, forse, pensavano di attaccare i fili delle marionette a qualche presa di corrente allacciata in Piazza Grande) , non è possibile passare sotto silenzio un’altra cosa.

Ovvero: il senso civico esce indenne, nella propria autorevolezza, quando manda a quel paese qualcuno, invece, dà un grosso dispiacere quando neanche manda un cenno di risposta.

Ricercata dalla concittadina regista. Mai ricevuta. Nonostante le sue insistenze.
Segno che le stava a cuore ripetere l’esperienza nella sua città natale. Compatibilmente con i suoi impegni di lavoro.
A causa dei quali, la Montaini ha insistito nel tentativo di ottenere un cenno di risposta. Chapeau alla nostra concittadina.

Impossibile prescindere anche un’altra questioncella. Le diciamo:

L’assessore comunale alla Giostra Gamurrini fa sapere che, da quanto ne sa lui – e chi lo dovrebbe sapere?-
l’Istituzione non ha conferito alcun incarico e, pertanto, dobbiamo ritenere che quest’anno la Giostra non avrà un regista televisivo.
Almeno non competente professionalmente a dirigere – artisticamente e tecnicamente – il team che opererà in Piazza Grande a beneficio di emittenti e network televisivi.

I diritti televisivi della Giostra costano. Non sono gratuiti. Costano un occhio e anche due.
Le piccole emittenti, in particolare, vi investono buona parte del budget ottenuto dagli sponsor.

Domandiamo ufficialmente al senso civico imperante in Comune e dentro l’Istituzione se non credono giusto dare alla trasmissione giostresca una valida regia in cambio dell’investimento effettuato dall’emittenza locale.

Così è, il senso civico se vi pare.

(continua)

 

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