Vorrei la pelle nera

Sui migranti, l’accoglienza, pro o contro, si è discusso molto, anche qui sull’Ortica, ma sicuramente non si è mai considerato questo aspetto.

Non è raro sentire al bar o in palestra storie, pettegolezzi, confermati o meno, di molte donne aretine che, sposate, single o separate, cercherebbero con interesse e una certa insistenza l’uomo dalla pelle nera, profugo è meglio, per avere con loro momenti bollenti di sesso.

La leggenda del “mamba nero” pare avere molta presa sulle donne bianche locali, che non disdegnano affatto, a differenza dei loro omologhi maschi, contatti col migrante africano.
Un regalino, una ricarica, una cena, a questi uomini allevia la lontananza dalla madre patria e se va bene l’aretina che vuole l’incontro oseè magari non è malaccio.
Invece pare che l’esemplare etrusca in caccia di bamboo non sia esattamente una Venere in Pelliccia, quindi il profugo probabilmente ha la bocca buona e fa buon viso a cattivo gioco, un deca di questi tempi fa comodo a tutti.

L’uomo bianco ha perso l’ormone e il testosterone ?
Al cinghiale locale si preferisce il leone della savana ?
Al riguardo il gentil sesso locale tace e si trincera in vaghe risposte, anche se probabilmente al solito parcheggio del supermercato non tutte le ombre sono inanimate.

Al maschio nostrale non resta che consolarsi con la donna dell’est o la cubana, salvo farsi spennare fino all’ultimo euro.

Nota: lungi da me essere razzista, questo pezzo non intende offendere alcuna razza, qualsiasi essa sia. Amen.

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