Mega sala giochi ai Pratacci: Arezzo rimasta senza banca del territorio trova il Casinò del territorio

Mancava solo questa perla per completare il quadro: Arezzo, capoluogo rimasto senza una banca del territorio, diventerà sede della sala giochi più grande della provincia .

Non c’è che dire: a chiacchiere, pronti tutti a prodigarsi contro la piaga della ludopatia.
Triste fistola ingravescente anche nella nostra città.
Dove la spesa pro capite inghiottita dalle fameliche macchinette mangiasoldi, segna record da allarme sociale.

Ma, poi, in concreto, ecco cosa succede:

a Pratacci sta venendo su un’ attività specializzata nel ramo delle slot.

Andrà ad occupare uno dei tanti stabilimenti rimasti sfitti, svuotati dal progressivo depauperamento della zona commerciale alle porte di Arezzo.
In cui molti insediamenti hanno cessato l’attività.
Liberando grosse superfici.

In una di questa, e – altra cosa indegna di nota – in prossimità di una scuola (non molto distante), di un centro di aggregazione sociale e di una futura clinica ospedaliera, sta per nascere un autentico Casinò.

La più grande delle sale giochi.
Già troppe in piena attività di impoverimento autorizzato di larghe fasce di popolazione.

Non esclusi i pensionati, gli anziani, in numero sempre maggiore vittime della illusione di arricchimento al gioco d’azzardo.
Una malattia di molto virulenta di questi tempi.
In cui si parla di ripresa.
E ci sarà anche-anche nella nostra realtà locale.
Ma, intanto, la crisi non sembra essersene accorta.
E continua a mordere i più deboli.

Paradossalmente, questa perla – che giunge a completare un quadro non esattamente idilliaco della congiuntura di Arezzo, in cui – ad esempio – qui da noi non esiste più una banca del territorio, arriva in Comune in veste di interrogazione, presentata da un consigliere comunale. Donati, PD.

Di paradossale c’è che, dai banchi della giunta, non risponde il titolare alle Attività Produttive, che qualche competenza in materia di licenze dovrebbe averla.
Parla la collega alle Politiche Sociali.
Addetta a prendere di petto la ludopatia come fenomeno.
Non una nuova Las Vegas.

E la Tanti dà una specie di risposta. Apparentemente ficcante.
Di fatto molto interlocutoria.
In cui dice, tra l’altro, che “Il Comune farà ogni verifica possibile sulle distanze e se queste non sono state calcolate correttamente si procederà a richiedere la sospensione della licenza”.

Che significa lo sa solo lei. La Tanti. Ci si domanda, infatti:

la più grande sala giochi, un mega centro dell’azzardo, nasce nella zona Pratacci, nelle immediate vicinanze di luoghi ( tra cui una scuola e un centro clinico ), attorno a cui gravitano appetibilissimi segmenti di mercato, e con tanto di investimento in una mega sede, senza alcun preliminare segnale verde autorizzativo?

Strano.

Sta vicenda sa tanto di una scommessa persa in partenza.
Se la scommessa consiste di bloccare questa mega sala delle slot e altre diavolerie mangiasoldi.

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