Il sindaco pilota

Non tutti sanno che il prode sindaco Ghinelli ha il brevetto da Pilota Privato.
Pilota di aerei da turismo, di quelli che senti rombare il sabato mattina  e ti girano le palle perchè ti hanno svegliato.

E come un novello Gaelazzo Musolesi, fieren alleaten dei fumetti delle Sturmtruppen, ce lo immaginiamo dannunziano gettare volantini, come nel Volo su Vienna, dai cieli alle strade aretine.
Volantini dove magnifica le eroiche gesta della sua Amministrazione.
Da lassù può osservare Arezzo stendersi ai suoi piedi, bella e suggestiva, perchè l’altitudine nasconde tutte le magagne.

Nasconde le buche stradali, l’incuria dei giardini, il degrado del centro storico e della stazione, nasconde le risse tra extracomunitari ai Porcinai e le sediate tra rumeni in Guido Monaco.
Nasconde i muri pieni di murales, i musei chiusi e le leghiste da due voti.
Cela alla sua vista gli assessori smartphone dipendenti e bannatori, la stampa lecchina e il turismo da manifesto funebre.

Imperioso tra i cieli il sindaco pilota buca le nuvole, e l’aria fresca e tersa delle elevate altitudini, illudendolo che tali altiduni siano anche le sue.
Poi atterra al Molimpresso e rivede la città dal basso; bassa come la gestione attuale dell’urbe etrusca.
Unica palese similitudine è l’immobilità della città, da lassù dipinta come in un quadro dalle tenui tinte, quaggiù scarabocchio nero e incomprensibile da decifrare.

Ma il Nostro, capelli al vento, caschetto ed occhialoni ammira e si ammira alla cloche dell’aereo, mentre dalla torre di controllo cessa ogni comunicazione.
Arezzo, abbiamo un problema; durerà ancora qualche anno.

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