Quiz : chi ce l’ha duro e chi moscio tra questi due?

Palpato il Luciano Ralli (foto a destra) s’è tastato.
L’Ortica ci ha già scritto sopra.
Esattamente quando gnene ha dette di tutti i colori al Desideri, direttore generale della Asl.
E’ del PD ma gne l’ha cante come gli andavano cantate da un pezzo a questo tizzone di un Desideri.

Tastato sullo stesso argomento il Francesco Romizi di Arezzo in Comune non s’era ancora palpato.

Gli sa dare una toccatina anche a lu?

Così se vede chi – tra Ralli più in là con gli anni e del PD e Romizi più gajardo d’età e di sinistra anche lu ma più estremista – ce l’ha duro e chi ce l’ha moscio.

Chi ha grinta sulla situazione non troppo bellina della sanità pubblica aretina e, in special modo, dell’ospedale San Donato e, invece, chi è di polso un po’ flaccido.

Tutti e due sono consiglieri comunali. Di Ralli s’è detto che le ha cantate di dovere al direttore generale della Asl.

Sentiamo, invece, che ce dice l’estremista. La prima cosa è questa:

“Ci sono cose che vanno e ci sono cose che non vanno. Le prime devono essere salvaguardate, le seconde assolutamente migliorate”.

Bè, moderatino come incipt eh? Vediamo se ce mette un po’ di palle nel proseguo:

“Abbiamo verificato, dati alla mano, che la sanità aretina a confronto con il resto della Toscana e d’Italia ha sicuramente risultati migliori nelle cure.
E non sono le campagne del fango da campagna elettorale, come sta facendo il centrodestra, che ci interessano.
Noi, al centro di questa dialettica mettiamo i pazienti.
Per i quali occorrono investimenti mirati a mantenere una sanità di livello.
L’uomo prima dell’azienda, l’ammalato prima della burocrazia”.

Vabbè, qua le palle le tira fora per dare uno scapaccione al centrodestra. Proseguiamo:

Coerentemente a questo assunto, siamo molto sensibili ad alcuni aspetti che toccano da vicino le persone: l’essere sballottati senza risposte certe, l’impossibilità di capire perché i medici invitino nei loro ambulatori privati per una tac, le attese al pronto soccorso interminabili. Inoltre, l’ospedale di Arezzo ha costretto gli operatori a tirare più che altrove, dunque oggi, nell’Area Vasta, qual’e il premio alle loro fatiche?

Ecco, qua arriva al dunque ed è cattivino…ino…ino…vediamo se migliora, concludendo:

Ai nostri occhi, i risultati già ottenuti dalla sanità aretina, che avevamo auspicato diventasse locomotore di una sanità della Toscana sud est, sono stati annacquati con quelli che di altre province.
Nessuno, tantomeno noi, mette in dubbio il principio dell’equità delle cure continuamente richiamato dalla direzione aziendale, ma dov’è la meritocrazia?
A fronte delle professionalità e competenze degli operatori aretini, vogliamo sapere quali siano i risultati attesi con l’Area Vasta, quali i risultati di questo nuovo modello organizzativo delle Reti di cui tutti parlano e soprattutto se saremo ancora noi cittadini a dover pagare per continuare a gratificare i nostri vicini.
O sarà anche questo colpa di chi è chiamato a vigilare sull’ottimizzazione delle spese?
E su questo non entro ma invito tutti, in primis l’assessore regionale Stefania Saccardi a una riflessione.

Tirando le somme, il risultato è del tutto inatteso.

In quanto tra i due il Ralli del PD è stato più duro, alla luce di quante gnene ha dette al Desideri.
Il Romizi più moscio.

Certo che se tra tutti e due gliele avessero cantate prima alla Regione Toscana, sarebbe stato meglio per tutti.

Unnè che le palle, tra PD ed Arezzo in Comune, le tirano fora ora e non prima perché il governatore toscano si è scisso dal Partito Democratico?

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