InformArezzo e l’inno del corpo sciolto contro l’Ortica

Noblesse oblige, come la nobilità comporta certi obblighi, anche un giornalefintamente non d’apparato, convintamente d’ apparato intestinale – tipo InformArezzo, sente l’obbligo non antifrastico di evacuare un po’ di incontenibile orgoglio coprofilo dal canale da cui, solitamente, espelle cazz@@e tipo “ Arezzo e la libertà di stampa vista da Palazzo Cavallo: prove tecniche di regime”.

Intonando un inno del corpo sciolto che recita così:

”su l’Ortica e noi ci cagheremo sopra…e noi ci cagheremo sopra”.

Dopo il noblesse oblige, arriva anche la premura di pulirsi il deredano, con foglie di zucca di bietola o di vite, come suggerisce l’ esimio direttore d’InformArezzo.

Il vate (e non scriviamo water) di questa blasonata testata giornalistica aretina, il quale – con il corpo lieto e lo sguardo puro di chi sa bene che pulirselo dà gioie infinite – suggerisce che :

“se venisse in mente di farla su l’Ortica – saggiamente consiglia l’esperto Paolo Casaliniappurarsi prima di essere a debita distanzaaltrimenti sai che dolori”.

Dolori giunti da l’Ortica al direttoreconvintamente assertore del sopracitato inno del corpo sciolto, che può cantare solo chi caca di molto ( o piscia parecchio fuori dal vaso) e non si stupisce che sia una cosa strana – a causa di un calembour. Meritato, meritatissimo, da una freddura scritta su InformArezzo.

Meritato perché, oltre ad inneggiare ai cessi, sian benedetti evviva i bagni le toilettes e i gabinetti, il Casalini ha un entusiastico pallino anche per il permesso di posteggio gratuito. Distribuito alla stampa dal Comune. In funzione della partecipazione del circo cittadino dell’informazione alle conferenze organizzate per i giornalisti dall’amministrazione cittadina.

Senonché, il direttore – l’altro giorno – ebbe lo straziante trauma di una vile brutta schifosa restrizione liberticida in materia di posteggi riservati alla stampa. Introdotta dal relativo regolamento emanato dalla despota amministrazione comunale civica. E , di conseguenza, il Casalini, non stette lì a pensarci due volte, e – con il corpo lieto e lo sguardo puro di chi fa informazione di sicurosquaccherò contro il sindaco e spillacquerò contro la nascente censura politica contro la libertà di stampa.

La stampa non benedetta dal permesso di posteggio gratuito!

Ma fu preso per questo un po’ per le mele da l’Ortica.

Per vari motivi, tra i quali:

  1. La libertà di stampa è un diritto non una pila di permessi di posteggio
  2. Alla conferenza stampa ci va un giornalista e in media uno di numero per ogni testata e non ci va l’intero carrozzone dei principi universali liberali e libertari
  3. InformArezzo è un giornale di area radicale e liberale pertanto non si vede perché la sua libertà di impresa giornalista debba essere pagata dalla mano pubblica sotto forma di elargizione di un permesso di posteggio gratuito. Che comunque Casalini si è messo in tasca.
  4. La libertà di stampa è un giornalismo diversamente esercitato dal pendere dalle labbra del Palazzo e da pagine e pagine di veline, dette comunicati stampa.

Il bello nostro è che ci si incazza parecchio quando qualcuno la fa spropositatamente di fuori. Come, soventemente, succede all’ex candidato del PD alle comunale direttore di InformArezzo.

Gli estimatori del quale sostengono che abbia bisogno anche della scorta. Come un Saviano de noialtri. E da noialtri pagata come a Saviano.

Anche la scorta, in quanto il Casalini è esposto a plurime querele. Guadagnate sul campo a causa del suo giornalismo di frontiera!

Ma questo tipo di giornalismo – su cui c’è già da dubitare se non sia d’apparato – da oggi è senza dubbio d’apparato intestinale.

A giudicare dall’inno al corpo sciolto intonato contro l’Ortica dall’esimio direttore e da un suo estimatore.

A questo proposito, il Casalini consenta una domanda. E rifletta sulla risposta. Comodamente in panciolle a bordo della sua auto nuova di zecca. Ovviamente, posteggiata gratuitamente. Grazie al permesso concesso dal Comune.

Gli chiediamo:

a suo parere di direttore di InformArezzo, dire di voler cagare su qualcuno, è un’espressione liberale e piddina di libertà di stampa oppure, come sovviene il dubbio a noi ignoranti, è di stampo fascistoide e all’olio di ricino?

 

 

 

 

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Felice Cini
Mi piacerebbe essere Tristano ma sono Felicino, vorrei essere qualcuno ma sono nessuno. Mi piacerebbe raccontare qualcosa di buono ma non ho argomenti. Vorrei un argomento positivo sul mondo che ci circonda ma non mi piace granché ciò che ci circonda. Scrivo su l'Ortica per la mia passione per ciò che non va bene. Mi assomiglia.

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