Il disco è rotto

C’era una volta ad Arezzo il negozio di dischi…c’era appunto…
Purtroppo oggi in città sopravvive di fatto solo Vieri in Corso Italia (c’è anche Disco 3000 in Viale Michelangelo, ma vende solo mix da discoteca), ed è un peccato.
Una volta c’erano anche Music Hall in  via Vittorio Veneto e la storica Casa del Disco in via Guido Monaco, oggi soltanto un ricordo.

Tra download illegali o meno, Amazon, lo streaming e Spotify ormai quasi nessuno si compra più ad Arezzo manco un cd, ed infatti il Vieri viene giudicato dai più quasi come un anacronismo.
A noi piaceva moltissimo l’odore del vinile, lo sfrigolio dei solchi, la cassetta per la macchina e il dischetto argentato che si metteva nell’hi fi.
Ricordi destinati forse a sparire.

I giovani aretini manco sanno come si mette un vinile sul piatto, per loro la musica è un ronzio di scarsa qualità da un telefonino o da una cassettina cinese wireless, incuranti del valore della musica.
Non è raro poi imbattersi in ragazzini che dallo zaino con la cassa fanno partire a tutto volume il rapper o il tizio di Amici di turno.

Il rock è roba da vecchi, così come il metal, la new wave, il punk e il pop anni 80; tristissimo ma vero.
Arezzo si ritrova così un unico negozio, in cui la vetrina vede protagonisti (unici artisti a vendere davvero) i Beatles, gli AC/DC, i Rolling Stones e Renato Zero.
Comprati quasi esclusivamente dagli over 40 ovviamente.

Qualche hipster da aperitivo ai Costanti si compra i vinili, ma solo per moda, manco avrà il piatto e non li ascolterà nemmeno… Però fa figo averli.
Tra le cose di Arezzo che spariranno la musica “fisica” sarà nel lotto ed allora sarà un triste giorno.

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