Fascistoni militaristi della nostra cittadina

Il fascistone militarista della nostra cittadina non ce l’ha con la Boldrini ma con il centrodestra che s’è messo a sedere dinanzi alla proposta di intitolare un portico al 225°Btg Fanteria Arezzo

Ce se frega della Boldrini e con il dovuto rispetto imposto dalla Terza carica dello Stato, ce se frega della Signora.
Il fascistone militarista della nostra ridente cittadina guarda e passa se è un autoritario doc e un bellicista docg e non si sofferma sull’onta che intravede commessa dalla presidentessa di Montecitorio ai danni della Folgore.

Se il fascistone è di origine controllata come lo spumante e se è un militarista d’origine controllata e garantita come un buon vino, semmai s’incazza su feisbuc e twitter con il centrodestra che ad Arezzo s’è messo a sedere dinanzi alla proposta di intitolare un portico al 225° Btg Fanteria Arezzo.

Se davvero volesse che sessantamilioni di italiani, quanti siamo, fossero tutti una folgore dal cielo, il fascistone militarista sotto casa s’incazzerebbe anche con quel boldrino di centrodestra che s’alzo in piedi e levò l’obbligo del servizio militare di leva.

Il boldrino post fascistone che gettò le basi per trasformare l’ex esercito nazionale in un insieme di corpi d’elite da mandare su ogni teatro di guerra americana con al seguito centinaia e centinaia di colleghi che non servono una bella sega all’èlite dei reparti scelti del nostro nuovo esercito su base volontaria e professionale.

Quel boldrino che di tanto in tanto viene a fare il post fascistone anche ad Arezzo e che fece una cosa che la sinistra lasciò che facesse meglio la destra.

Però, diamoci una regolata, forse sarebbe pretendere troppo dal fascistone della nostra ridente cittadina ed è meglio rimanere agli argomenti di casa.

Come, ad esempio:

come mai il centrodestra cittadino si è messo a sedere dinanzi all’idea di pigliare il portico dell’ex caserma Cadorna e intitolarlo alla imperitura gloria e al ricordo immarcescibile del 225° Btg Fanteria Arezzo.

Il quale lì, dove oggi c’è lo Sportello Unico, ebbe la piazza d’armi dove c’è il parcheggio, la Maggiorità dove attualmente c’è una sede comunale, le altane dove oggi ci sono altrettanti spazi vigilati da rom e immigrati richiedenti obolo.

Il tipico fascistone militarista della nostra ridente cittadina non si domanda tutto ciò.
In quanto nato e invecchiato viziato da un certo paraculismo.

Per il quale:

se è un under 50 non ha mai fatto neanche un minuto di servizio militare e se è un over c’è il caso che abbia svolto i 12 mesi di naja sotto casa e in collo alla mamma, nelle file del 225° Btg Fanteria Arezzo.
Non come altri suoi coetanei nella sarda Macomer o nella friulana caserma udinese Spaccamela.

E da perfetto paraculo persevera a strafregarsene della classe militare, sia che scenda dal cielo sia che non venga giù come una folgore, ma si frega parecchio di mettersi nel gregge che andrà nella cabina elettorale.
Belando anche il grido
“ahi noi Boldrini, ahi noi Boldrini”.
Ma chissenefrega della signora.
Con il dovuto rispetto che s’impone alla terza carica dello Stato.

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