Nardella butta secchi d’acqua sui turisti? E Ghinelli gli butti secchi di vino!

Il sindaco di Firenze, Dario Nardella, ne studia al giorno per parare l’invasione dei turisti e dei mangifici nel centro storico più importante del mondo.
Prima ha detto no a un Mac Donald’s in piazza del Duomo, poi ha bloccato ogni nuova autorizzazione agli esercizi alimentari e ristoranti.

E ora ce l’ha anche con i turisti che non possono permettersi il ristorante e mangiano i panini.
Li mangiano bivaccando sui gradini delle chiese e anche camminando per le vie del centro.
Ma mentre mangiano fanno cadere sugli scalini dei sagrati e sui marciapiedi molliche di pane, croste di pizza, granelli di formaggio, foglie di verdure, bicchierini e fazzolettini di carta: e mica li raccolgono per buttarli nei cassonetti della spazzatura.

Da due giorni ci pensa Nardella: all’ora di pranzo e cena manda in giro le autobotti e con gli idranti annaffia sagrati e marciapiedi: chi c’è c’è.
I gavettoni se li sono presi per primi i turisti che bivaccavano sui sagrati di Santa Croce e di Santo Spirito.
A dir il vero non è che se la sono presa tanto: una doccia fredda con questo caldo è proprio quella che ci voleva.
E poi è bastato aspettare che il sole asciugasse gli scalini per continuare a mangiare e bere.

Alla lunga, però, quando arriverà il gelo, potrebbe anche capitare che i turisti, per quanto bella sia Firenze, si tengano alla larga dai gavettoni d’acqua.
Quello sarebbe il momento giusto perché Arezzo ne approfitti.
Non avrà il centro storico più bello del mondo, ma se lo fa conoscere può fare la sua parte.
Basta un po’ di promozione.
A Firenze tirano l’acqua! E noi ad Arezzo tiriamo il vino!

Il sindaco Ghinelli potrebbe mandare in giro sui sagrati, non autobotti piene d’acqua, ma apine cariche di bidoncini di vin bono, ma a quello tanto ci pensa la Fra ternita, muniti di gomma e di cannella.
I turisti ci si attaccherebbero, senza neanche avere il tempo di lasciare le molliche dei panini per terra.

C’è il problema dei pernottamenti?
Risolto, a cena ritornano tutti sui sagrati e anche il giorno dopo.
E Nardella si faccia pure i suoi gavettoni. D’acqua-

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