Indicatore, dove non osano neppure i bizantini ad equiparare i metri quadri del mosaico

 Come la port art è statunitense.
Le colline dipinte ondulate sono un’arte tutta cinese.
Le icone sono russe.
La scultura è greca.
Il mosaico è arte bizantina.
Ma dove non osano neppure i decani bizantini dell’arte suntuaria ,in grande stile, ad equiparare i metri quadri del mosaico è una frazione delle nostre parti.

Là ad Indicatore, dove neanche se tornasse in vita l’Impero Romano D’Oriente i bizantini riuscirebbero a fare altrettanto, c’è la chiesa intitolata al Santo Spirito.
La buonanima di chi progettò la quale non doveva possedere il dono divino della fantasia ed edificò un grosso manufatto di grigissimo cemento.

Ma, da anni più recenti ad oggi, il più grande mosaico al mondo ha variopinto quello che era un luogo di culto ma anche un brutto colpo all’occhio.
E da una chiesa un po’ kafkiana – senza voler essere blasfemi a definire così l’impressione che dava prima – è venuta fuori una meraviglia.
Forse catalogata no tra le otto meraviglie al mondo, pur avendo i requisiti di esserne la nona, ma nel guinness world record delle singolarità, sì.

Andare a vedere per credere o basta guardare la foto a convincersi come fece San Pietro mosaico_indicatore_gelo2dopo aver dubitato.

Opera ideata dall’artista aretina Andreina Carpenito, tanto da essere chiamata profanamente il Mosaico di Andreina, nella pagina facebook correlata e seguita da 1500 estimatori, la realizzazione pratica di questa impresa che ha del titanico – in cui neppure i bizantini si sarebbero cimentati – ha richiesto un autentico contributo corale e di popolo.
In tanti negli anni, e tuttora, si sono prodigati a fornire le pistrelline componenti questo fantasmagorico puzzle colorato.

Calcolato in 300 a mq il fabbisogno di tesserine, ognuna delle quali da collocare in modo da rifinire l’opera, stuccando gli interstizi tra una piastrellina e l’altra, ciascuna delle quali diversa da quella posta accanto, tanto per natura del materiale sia per cromatismo.
Non senza il problema della principale avversità meteo stagionale, il freddo e il gelo.

Il reverendo Santi Chioccioli, titolare della parrocchia e curatore dell’opera insieme all’artista ideatrice, temeper ironia della sorte – da quando il mosaico è la nuova veste di questo luogo di culto, sia fuori che dentro – non tanto il calderone, in cui dantescamente crogiolano le anime prave (malvagie) o il solleone, quanto la brina.

L’inferno, l’autentico tartaro paventato ai danni di questo mosaico mondiale è il generale inverno.

mosaico_indicatore_geloAd ovviare alle conseguenze derivanti dall’abbassamento delle temperature, contro cui la Provvidenza nulla può, provvede la competente tecnica di speciali esperti del ravennate.
Terra di mosaici bizantini.
Questi sono manutentori capaci, come gli angeli custodi, di salvare le piastrelline più esposte al peccato cui le espone il gelo. Il distacco.

Se non ancora mai vista, o comunque sempre da rivedere, l’occasione di andare a visitare questo mosaico la offre questo fine settimana. Infatti:

Sabato 3 e domenica 4 giugno si svolgerà, con il patrocinio e la collaborazione organizzativa del Comune, la terza edizione di Mosaicart in via Bicchieraia dalle 10 alle 19. Saranno presenti mosaicisti provenienti da Germania, Svizzera, Messico, Spagna e Italia che lavoreranno alla realizzazione di particolari in mosaico che saranno inseriti nella parete della navata destra della chiesa dello Spirito Santo di Indicatore, dove attualmente si sta eseguendo anche un bassorilievo attorno al perimetro dell’intero edificio.

L’Esodo è il tema che affronteranno i mosaicisti.

A essi verrà consegnato un disegno dimensionato per la rappresentazione del popolo in cammino e lo eseguiranno di fronte al pubblico.

Per l’occasione ci sarà una mostra delle loro opere esposta lungo via Bicchieraia.
Nella due giorni verrà anche presentato il progetto del mosaico e quello di crowdfunding che vede l’Associazione Culturale Ezechiele promotrice, con l’aiuto della Fondazione Il Cuore si Scioglie, di 9 laboratori d’arte gratuiti per sei mesi, che si terranno ad Indicatore.
Sarà presente, sabato 3 giugno, la Musaika School appendice artistica del mosaico diretta dal maestro Massimo Nasorri che si esibirà in vari momenti della giornata e saranno esposte le opere del gruppo del Cenacolo degli artisti Aretini.

Aloè, ve se dice anche indò ire. I posti boni. Per occhio ed anima.

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