Indagando finché non ci indagano spunta la verità da psichiatrico sulla voce messa in giro ad Arezzo che allo stadio giocheranno rubgy e calcio e qui finisce l’incubo che il Moscardelli possa inciampare dove fanno le mischie ma spunta anche una mischia per fare un doppione di impianto per il pallone ovale

A forza di indagare finché non ci indagano, siamo giunti ad una verità finale sull’indiscrezione, messa in giro ad Arezzo, stante la quale la società rugbistica cittadina avrebbe fatto cucù in Comune con l’intenzione di andare a disputare tutte le partite casalinghe del prossimo campionato di Serie B, dove?

Allo stadio “Città di Arezzo”, ebbene sì, la voce che gira racconta così che sul manto erboso in cui i beniamini sono il Moscardelli e i calciatori amaranto avrebbe fatto cucù il pallone ovale, stante il sogno professato in un pourparler a Palazzo.

Ma noi dando dietro a questa voce non farina del nostro sacco – e inseguendola come una libellula su di un prato – ci piace Lucio Battisti e il prato della canzone potrebbe essere benissimo il campo da gioco del comunale – siamo giunti ad una svolta.

E qui ve se dice dove svoltare se sentite un’altra volta questa indiscrezione.

Se siete d’Arezzo andate direttamente in viale Cittadini e giunti che siete prima del semaforo all’altezza delle strisce pedonali, svoltate a destra e andate dove una volta c’era l’ospedale psichiatrico!

Infatti:

chi questa indiscrezione l’ha detta a chi l’ha fatta sapere a chi l’ha riferita anche a noi è da curare.

Questo chi è matto da legare! O ciula nel manico.

Questa è la verità che noi abbiamo indagato finché non ci indagano per avere inseguito una voce esistente come una libellula su di un prato!

Ma per finire con l’argomento poniamo una domanda, che esula dall’indiscrezione ma ci incastra:

se tutte le coppie che fanno lo stesso sport, non andando d’accordo si dividessero, sarebbe giusto che i costi di questa impossibilità di farli convivere insieme, ricadessero su una città di 100 mila residenti e non di qualche centinaio di tesserati? Lo sport è bello, qualunque sia l’ordine di grandezza del suo seguito, ossia è bello tanto il maggiore sia lo sport minore. Però, se uno sport impone una spesa irrazionale smette di essere bello a prescindere, o no?

E’ da mesi che dura, una mischia nei confronti del Comune e, in particolare, di certi ambienti dell’amministrazione dell’ente locale, in cui da questa mischia potrebbe sortire:

UN DOPPIONE DI IMPIANTO DA RUGBY CHE COSTEREBBE UN ACCIDERBOLI DI 200.000 EURO PAGATI DA PANTALONE, OSSIA DALLA COLLETTIVITA’, PUR ESSENDOVI AD AREZZO GIA’ IL CAMPO COMUNALE DI VIA DELL’ACROPOLI

Chi mischia il Comune in questa mischia aveva messo gli occhi su un appezzamento di terreno ideale, sognando di realizzare lì questo DOPPIONE DI IMPIANTO, in fondo a viale Giotto, dietro lo sport village.

Come siano andate le cose con il venditore del suolo, importa poco, mentre è significativo dire che va avanti la mischia nei confronti del Comune con il fine di ottenere la disponibilità dell’amministrazione cittadina a investire una barca di soldi in un doppione da realizzare in un terreno da individuare.

In conclusione:

bello non è trascinare lo sport in una mischia in cui si usa come strategia anche l’indiscrezione che poi si rivela fasulla – ma può far gioco per qualche scopo – e bello non è, verso la collettività, esercitare una continua mischia sull’ente locale, pur di ottenere un doppione di impianto sportivo.

Pensiamoci gente, pensiamoci.

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