Brutto non poter dire in famiglia di aver salvato una vita se lei è una prostituta caricata in auto lungo la strada . Gli tocca stare zitto all’eroe non per caso esperto nella manovra di Heimlik

Brutto assai brutto non poter dire in famiglia di avere salvato una vita.
Succede di doversene stare senza medaglia al petto e, soprattutto, con la bocca cucita, se la vita è di una prostituta.
Bianca o di colore non importa sapere.
Una lucciola caricata in auto lungo la strada.
Poi salvata da un imprevedibile inizio di soffocamento.
Grazie alla perizia nella tecnica di primo soccorso chiamata manovra di Heimlich.

La maledetta iella di non essere un eroe per caso, gli vieta tassativamente di raccontare alla moglieper filo e per segno – e, chissà, forse anche alla suocera – non solo il suo atto di soccorso ma, e soprattutto, dove ha fatto nottata.
In compagnia dei tre paia dei soliti amici del giovedì o del venerdì sera.

Neppure la sera esatta dopotutto è importante precisare nel contesto di questa nostra rievocazione. In cui raccontiamo sommariamente ciò che di curioso – ma non di sordido in quanto l’episodio non si presta a ricamarci alcunché di moralistico – avvenne una notte di queste.

E dove se non nella zona a luci rosse!

Quel lupanare alle porte del centro, in cui – mutamento degli stili di vita a prescindere e prescindendo dagli allarmi igienico sanitari – continueranno ad andare quelli che ad Arezzo vanno a tro….re, ehmmm vanno a trovare un’occasione di sesso a buon mercato.

Chiamato gergalmente puttan tour, tutto lascia supporre che così lo hanno chiamato pure loro:

7 amici. Non giovanissimi ma tutti regolarmente in libera uscita autorizzata dalle rispettive consorti.

Avvicinandosi l’ora di concludere la serata– cominciata innocentemente in una pizzeria eppoi a bere qualche birra – hanno concordato di chiuderla come chi non lo ha mai fatto è un bugiardo.

Suddivisi in due mezzi – 2 su un’ auto seguiti dagli altri 5 a bordo di un Suv – hanno fatto un giro di tour.
Dopodiché, quelli sul gippone avvertivano gli altri che loro non sarebbero andati oltre.
Ed, augurando ai restanti due di sc….rsela, ehmmmm di spassarsela, si sono salutati.

Apparentemente ma in realtà no.

Fatto sta che:

Caricata una o forse due lucciole, gli altri due raggiungevano e posizionavano l’auto nel luogo appartato dove sarebbe avvenuta la prestazione e la consumazione di ambedue.

Ed è esattamente da questo punto in poi che è successo l’inimmaginabile!

Attenzione che entriamo in dettagli da fascia protetta:

nel mentre lei infilava ad uno, dei due lui, il preservativo, armeggiando il condom non con le mani, uno spavento da collasso coglieva tutti gli occupanti a bordo del mezzo!!!!

A farli tutti trasalire erano stati i 5 amici di prima e la loro goliardata!

Questi goliardi avevano simulato di andare via ma , invece, li avevano tallonati con il proposito di realizzare lo scherzo di rovinargli la (diciamo) festa sul più bello.

Come? Sbucando improvvisamente dal buio e facendogli prendere un colpo.

E, infatti, è andata, come effettivamente avevano progettato che andasse.

Ma non l’imprevisto:

LA LUCCIOLA, CAUSA IL SUSSULTO DA PANICO, HA INGOLLATO IL PRESERVATIVO, CHE LE HA QUASI OSTRUITO LA TRACHEA.

L’HA SALVATA PROBABILMENTE LA PRONTA REAZIONE DI CHI LE HA PRATICATO LA MANOVRA ANTISOFFOCAMENTE SOLITAMENTE USATA SUI BIMBI.

Altre conseguenze non ci sono state.
A parte lo sconcerto, duro da smaltire, in cui l’allegria dello scherzo è andata a farsi benedire nel corale scongiuro per lo scampato pericolo.
Imprevisto e imprevedibile.

Ma l’eroe non per caso, rientrato a casa, non ha potuto dire in famiglia di avere salvato una vita grazie a quella tecnica appresa anni prima.
E mai praticata prima.

Prima di questa serata in cui una goliardata stava per non dare un lieto fine ad una scappatella da non raccontare a casa.

 

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