Parmigiano di Velluto Rosso ingrattabile dal giudice paciere e dopo la bocca asciutta un altro dispiacere

Bocca asciutta e dispiacere.
Molteplice amarezza non tanto per il Parmigiano emiliano ingrattabile dal Giudice Paciere.
Plurima delusione non tanto per l’impossibile grattugiata di formaggio solidale.
Inottenibile financo bonariamente.

Vale a dire per via extragiudiziale.
Senza mettere di mezzo avvocati e spese legali.

Erano una cinquina ieri in fiduciosa attesa di lui.
Ad attenderlo, non al varco ma per addivenire ad una soluzione pacifica, dal Giudice di Pace.

Ebbene, com’è andata?

Gianni Mutarelli non s’è fatto vivo manco dipinto.
Neppure in cartolina.
Neanche pro tempore.

Strano!
Davvero strano che non abbia raggiunto la méta.
Essendo egli il presidente pro tempore di una società di rugby bravissima a raggiungere sempre la méta.

O com’è che invece lui non ha raggiunto la mèta?
Com’è che non è addivenuto al terzo tempo davanti al giudice paciere?
Strano.
Davvero strano per chi presiede una realtà di primissimo piano in uno sport in cui il Terzo Tempo è la fase più bella dopo lo scontro sul campo.

L’umano abbattimento insinuatosi nei cuori della cinquina di reduci del Gruppo di Acquisto Parmigiano Emiliano ha un’ altra origine.

Scaturisce non dalla bocca asciutta e neanche dalle tasche rimaste vuote.
In cui non sono rientrati i soldi.
Pochi o tanti non importa, devoluti in solidarietà.
In buon cuore verso i caseifici e le aziende dell’Emilia terremotata dal sisma.
In cambio di un parmigiano mai consegnato dalla Velluto Rosso.

La molteplice amarezza, la plurima delusione, è un boccone di dispiacere!<br< Difficile da trangugiare tanto più da ieri.

In quanto hanno avuto il dispiacere di verificare che:

il presidente di un’associazione benemerita come la Velluto Rosso, amministratore di un Gruppo di Acquisto solidale come il grosso gruppo nato ad Arezzo, dopo il sisma emiliano, è aretino dai grandi ideali, tra cui però non l’ideale di addivenire ad un accordo bonario.

Aretino di grandi ideali ma orfani dell’ideale della conciliazione.
Aretino schierato contro la Guerra tra le Grandi Potenze il quale, però, non si presenta a fare la pace tra persone normali, mettendo fine non bellicosamente ad una controversia nata dopo l’ultima raccolta di fondi organizzata per dare una mano all’Emilia terremotata.

Un Signore, insomma, il quale rincorre gli ideali migliori della migliore umanità. Grande portatrice di ideali.
Ma, poi, si fa rincorrere quando l’ideale sarebbe di dare una spiegazione… delucidazione… chiarimento… a quanti glielo chiedono da mesi.

Come il Gruppo di Acquisto del Parmigiano Reggiano sul perché non è mai avvenuta la consegna dei corrispettivi prodotti tipici emiliani.

E ora? E ora a quanto pare la cinquina non intende mollare il colpo. Probabilmente, porterà avanti la causa.
Un gniene dà vinta!
Non tanto per il Parmigiano.
Neanche per i soldi.

Intendono e fortemente vogliono raggiungere la mèta di una spiegazione dignosa.

Occhio! Sta gente è solidale.
Ma anche rugbista.
E formano un pacchetto di mischia mica tanto da sottovalutare se portano avanti una causa.

Link correlato:
Dal giudice di pace il parmigiano terremotato della Velluto Rosso

2 COMMENTI

  1. Al di là della vicenda di cui legittimamente scrivi, mi vorresti spiegare cosa c entra il rugby in tutto questo? Cosa ha a che vedere con quello di cui scrivi? Io credo sia, al di là del tema principale, solo un attacco strumentale e l ennesima conferma se ce ne fosse bisogno che sei solo un buffone e soprattutto un servo.

  2. Ciao amico maggiordomo (di grado servile superiore al mio) e saltibanco ,
    ti risento volentieri e ti rispondo altrettanto volentieri. Puntualizzandoti, però, di non essere tanto piccolo da essere un balilla.
    La critica che mi rivolgi non ha senso: è un segreto di pulcinella che l’amministratore del Gruppo Acquisto Parmigiano svolge un ruolo apicale anche in una società di rugby. E, pertanto, è come se tacessi il fatto che il sindaco di Arezzo è un ingegnere, avendo premura di non suscitare reazioni nell’Ordine degli Ingegneri qualora Ghinelli sia criticato come sindaco.
    Inoltre: la vicenda che vado raccontando rispecchia dei valori, tra i quali il valore umano di affrontare apertamente le persone, a viso aperto, come si insegna nel mondo dello sport.
    Per cui mi sono permesso di mettere a confronto il comportamento che ci si aspetterebbe dal presidente di una società sportiva con l’atteggiamento un po’ chiuso con le persone, come denotato non da me ma dalle persone coinvolte nella vicenda che vado raccontando.
    Invece, mi corre l’obbligo di farti notare che io non cito mai (o quasi mai) per nome la società di cui è presidente.
    Lo fa lui.
    Non so se per scatenare le vostre reazioni e, a quanto pare, riuscendovi.
    Ti abbraccio carissimo amico che mi definisce buffone, e su questo non ho alcunché da ridire, ma non mi spiega mai di chi sarei servo. Di chi sei tu maggiordomo io lo so.

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