Primarie Pd senza big, Renzi si tiene alla larga da Arezzo

Una volta la battaglia tra i candidati del Pd alle primarie riusciva a muovere le acque della politica anche ad Arezzo.
Che si mosse tanto per la scelta del candidato Pd alla segreteria nazionale e a premier da diventare la città più renziana d’Italia.
Manca poco più di una settimana al 30 aprile, il giorno delle nuove primarie del Pd, e ad Arezzo di tutto si parla fuorchè della scelta del segretario nazionale democratico, tra Renzi, Orlando ed Emiliano.
Se ne parla poco perfino tra gli iscritti ai circoli del partito che alle primarie sono andati a votare con la presenza più bassa in Toscana.

Ma se gli aretini snobbano le primarie del Pd, i primi a non muovere le acque ad Arezzo, Orlando a parte che le ha aperte in un incontro affollato alla Borsa Merci, gli altri due candidati.
Emiliano si è limitato a mandare il suo fido Francesco Boccia, giusto per parlare con le vittime di BancaEtruria e per un saluto ai castiglionesi che nei circoli hanno votato per Emiliano al 60 per cento.
Di Renzi neanche l’ombra.
Per lui verrà una signora, che non è la Boschi che va dovunque fuorchè nella città più vicina a casa sua, ma la Simona Bonafè, l’unica che ogni tanto si fa vedere ad Arezzo, anche al mercato di via Giotto- C’è chi sospetta che ci venga con la scusa dei banchini del gazebo, ma che in realtà sia molto più interessata ai banchi del mercato.

Chi non è più interessato ad Arezzo, da quando ad aspettarlo non ci sono solo i renziani del sempre più ristretto cerchio magico , ma anche le vittime di BancaEtruria, è proprio il grande favorito delle primarie, Matteo Renzi, che ad Arezzo aveva la sua capitale.
E gli obbligazionisti, gli ex azionisti di BancaEtruria, al contrario di Renzi, sono molto interessati alla sua visita ad Arezzo.
Anche per dimostrargli di persona quello che pensano di lui dopo che il 22 novembre del 2015 ha firmato con Padoan il decreto “salvabanche” che da un giorno all’altro ha azzerato le loro azioni e obbligazioni di BancaEtruria, la banca che non c’è più.

I suoi amici aretini ci provano a convincerlo a venire ad Arezzo, anche a costo di sentire quello che pensano pure di loro le vittime di BancaEtruria.
Ci provano perché Renzi, ora che è libero da impegni da premier e segretario nazionale, va dovunque in Italia e in Toscana, proprio per convincere gli italiani a farsi rivotare: da Arezzo ci passa, ma va dritto o al casello di Battifolle, o sul Frecciarossa che sfreccia a San Zeno.

Per venirci con l’elicottero, dovrebbe succedere come due anni fa, quando fu costretto ad atterrare a Badia al Pino per colpa del maltempo.
Da allora in quel di Arezzo nessuno l’ha più visto.
Sai che festa se facesse ai suoi amici la sorpresa di farsi vedere alla vigilia delle primarie!
Ma anche loro ci sperano poco, e si contententerebbero di far festa con il ministro Martina, numero due di Renzi alle primarie.
Lui in fondo si occupa di agricoltura e agli agricoltori mica ha tolto la terra.

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