Gli aretini botoli ringhiosi anche sulla morte di Gianni Boncompagni

Gli aretini si stanno scannando sui social dopo la morte di Gianni Boncompagni, e lo fanno da veri botoli ringhiosi superando addirittura quella del personaggio.

Eppure Boncompagni era il prototipo dell’aretino vero, quello antipatico, egoista, geniale, anticonformista che se ne fregava del bon ton ma che, in ogni caso, era riuscito a sfondare, e questo gli aretini non lo consentono a nessuno.

Del resto di antipatici famosi ne abbiamo a “iosa”, da Pau dei Negrita ad Andrea Scanzi a Patrizio Bertelli.

Ma gli aretini non perdonano il successo. Del resto sono riusciti a far incazzare anche il grande maestro Arturo Benedetti Michelangeli, e dopo Guido Monaco invece della città della musica è diventata la città del borbottio.

Certo, sono le caratteristiche di ogni città provinciale, ma è normale che chi ha dentro voglie, ambizioni e sogni cerchi di scappare e non mantenga un ricordo propriamente piacevole dei suoi abitanti. Perché la simpatia non è di questa città, basta frequentare ristoranti e negozi dove a volte sembra di dar noia invece di essere clienti ben accolti.

Che abbia avuto ragione Dante a dir che gli aretini ringhiano più di quanto siano forti?

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Luciano Petrai
Di professione “curioso”, ha attraversato negli anni ’80 le speranze ecologiste collaborando attivamente con gli Amici della Terra – Italia. Ha cavalcato le delusioni politiche e sociali attraverso una buona dose di auto-ironia e di sarcasmo. Attualmente fa parte della redazione del periodico “Essere” ed esprime note e lazzi in una frequentata pagina facebook ( che usa soprattutto per cuccare). Ed ora l’esperienza ne “L’ortica” per continuare a pungere divertendosi.

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