L’assessore Tanti e l’ossessione per i murales

Lucia Tanti, assessore allo sport e al sociale del comune di Arezzo, ha notoriamente asserito che i murales realizzati per Icastica qualche anno fa non le piacciono e che preferisce i muri bianchi.

Naturalmente l’assessore può esprimere la sua opinione in piena libertà, l’importante che i murales rimangano lì a testimonianza del lavoro di artisti contemporanei.

Alla luce del recente pronunciamento del Consiglio Comunale, che indica come protetta da certe performance improvvisate l’area del centro storico di Arezzo, segnaliamo che scritte da eliminare esistono eccome, ed ecco qui sopra un esempio proveniente da piazza Sant’Agostino. Si noti il testo davvero “illuminante”.

Non sono da meno certe scritte sui muri di via dell’Agania o dei vicoli che sboccano in via Oberdan, così come quelle presenti in altre zone del centro cittadino.

Forza, quindi, assessore, che di lavoro ce n’è abbastanza anche senza andare a toccare i murales di Icastica, che forse hanno l’unica colpa di essere frutto del lavoro della precedente amministrazione…

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Pietro Aretino
« Qui giace l'Aretin, poeta Tosco, che d'ognun disse mal, fuorché di Cristo, scusandosi col dir: "Non lo conosco"! » (Ironica epigrafe indirizzata all'Aretino da Paolo Giovio[1]) È conosciuto principalmente per alcuni suoi scritti dal contenuto considerato quanto mai licenzioso (almeno per l'epoca), fra cui i conosciutissimi Sonetti lussuriosi. Scrisse anche i Dubbi amorosi e opere di contenuto religioso, tese a farlo apprezzare nell'ambiente cardinalizio che a lungo frequentò.

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