Murales e teste vuote

Se fosse per lei, bisognerebbe cancellare anche i murales di Icastica in via Garibaldi e alla Cadorna.
Lucia Tanti, assessore alle politiche sociali, così aveva aperto le polemiche sulla proposta di Mery Cornacchini e Angelo Rossi di dare spazio agli streets artist per coprire di graffiti i muri esposti ai vandali con le bombolette spray.
Ora l’assessore vuole, anzi deve, chiudere le polemiche sui murales dopo aver detto che quelli di Icastica in via Garibaldi, dipinti da alcuni dei più famosi streets artist sopra l’ultima ferita rimasta come ricordo delle bombe che devastarono la città nel novembre del 1943, sono “fuori contesto”.

Chiude le polemiche che aveva aperto contro i murales, compresi quelli della memoria della città bombardata, perché proprio con i voti del suo partito e di tutta la maggioranza è stato approvato dal consiglio comunale l’atto di indirizzo di Angelo Rossi e Mery Cornacchini con il quale si si ritiene giusto dedicare aree da riqualificare ai murales e ai graffiti legali.
Proprio per impedire che i muri di quelle aree vengano imbrattati.

Ora su Facebook l’assessora Tanti si dichiara soddisfatta perchè nel centro storico non ci saranno “fantasismi del tutto fuori luogo”.
Insomma non c’è più il rischio che qualcuno sia autorizzato a coprire di graffiti la facciata del Duomo, le Logge del Vasari o la basilica di San Francesco già occupata da Piero della Francesca.
L’assessora non se la prende più neppure con la memoria dei bombardamenti conservata da Icastica.
Ma sempre su Facebook se la prende invece con il murale di Icastica che si affaccia in piazza Cadorna.
“Quella testa vuota – dice – non mi piace, lancia un segnale bruttissimo”.
Almeno quello, insomma, cancelliamolo.

Prima però sarebbe bene capire quello che l’artista, Seth, nome d’arte di Julien Malland, uno dei più famosi streets artist del mondo, ha voluto dipingere attorno ad una finestra della Casa delle culture.
“ Un bambino girato di spalle, realizzato con colori delicati e impreziosito da un codino di tessuto” – aveva spiegato Icastica a chi si chiedeva il significato del murale di Seth .
Non tutti possono conoscere Julien Malland, ma Icastica anche per chi non lo conosce aveva già spiegato due anni fa che “nella poetica di Seth i bambini sono un tema ricorrente, spesso di varie etnie, a ricordarci che la diversità è ricchezza e l’immaginazione, di cui i bimbi sono maestri, un valore fondamentale”.

Insomma la testa di quel bimbo girato di spalle è tutt’altro che vuota: è piena di immaginazione.
Un valore fondamentale che qualcuno potrebbe voler condividere con quel bimbo voltato di spalle attorno ad una finestra: nessuno è obbligato a entrare da quella finestra sulla Casa delle culture.
Le culture delle diversità, di tutte le etnie della città, e dei bimbi che Seth ha dipinto in tutto il mondo.
Ad Arezzo ce n’è uno con un codino di tessuto.
Non è detto che debba piacere a tutte le culture.
Basta che nessuna sia vuota.

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