La Fiera delle vanità

La Fiera Antiquaria compie cinquanta anni nel 2018, ma attualmente sembra messa proprio male.

Molti espositori negli ultimi anni hanno abbandonato i posti, gli spuntisti non garantiscono il ricambio e francamente la qualità media della merce venduta è piuttosto scadente.
Mobili veramente antichi e quadri pregiati se ne vedono molto pochi, trionfa ovunque lo svuotasoffitte, ergo la merce che predomina sui banchini è per la maggior parte roba degli anni 70 tenuta abbastanza male.

I giovani non comprano questo tipo di articoli, per loro Ikea è anche più che sufficiente, i più anziani non hanno soldi da buttare in tavolacci e sedie sgangherate che magari erano nella soffitta dell’amico o del cugino.
La leggenda metropolitana (spesso vera) dice che almeno uno, se non tutti e due i giorni della fiera debba piovere e questo sovente accade, allontanando pubblico ed espositori.

Non è raro vedere intorno alle 17 e 30 o alle 18 i banconisti sbaraccare in fretta e furia, con lo sguardo incazzato, forse per l’incasso davvero esiguo, tra i passanti indifferenti alla cosa.
L’organizzazione pare un pò bislacca, bloccare l’intero Centro Storico di venerdì alle 18, con i vigili che chiudono i varchi (creando disagio ai residenti che devono rientrare dal lavoro in auto), per poi vedere UN SOLO furgoncino in Piazza del Comune fino alle 21, lascia sgomenti.

Raggruppare i banchini (sempre meno anno dopo anno) in poche vie, senza bloccare strade come Via Cesalpino o Via Bicchieraia non è contemplato, anche se in tali luoghi vi sono 4 o 5 banchini soltanto.
Capita che in Piazza del Comune ci siano solo 5 o 6 stand, meno ancora in via Ricasoli, eppure vengono posizonati proprio lì, ostacolando lo scorrimento dal Prato verso Piaggia del Murello e viceversa, costringendo i residenti a gimcane incredibili per parcheggiaare a casa loro.

Non si capsice la logica dello spargere invece del raggruppare, evidentemente si deve fare vedere che la superficie espositiva è grande ed estesa, quando la realtà è ben diversa.
La gente passeggia, guarda ma non compra e dalla Fiera guadagnano in sostanza solo bar e pizze al taglio, non certo gli standisti.
Qualcuno vorrebbe che sia posizionata sempre e solo al Prato, come accade in concomitanza col Saracino e a noi non pare una brutta cosa.
Non si rompono le palle ai residenti del Centro Storico e giù questo non è poco.

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Il Burattino
Giocatore incallito di verbi e parole, iconoclasta e irrispettoso, non si piega e non si spezza, specialmente quando il gioco si fa duro, egli comincia a giocare. Abituato a prendere botte si difende a colpi di mazza, poliglotta e multietnico, è forse il primo immigrato di Arezzo dalle calde terre dell'Africa.

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