Per fingere di essere in tanti basta riempire una sala piccola…

La presentazione della mozione Renzi, ad Arezzo, si è svolta alla casa delle culture. La sala può ospitare 100 persone e ad assistere a una parte del discorso del Lingotto erano almeno trenta o quaranta di più.

Sì, ad assistere a un discorso già fatto e mangiato, già visto e ascoltato da chi avesse voluto farlo.

Manciulli e Donati erano lì a fare presenza, parlando di argomenti che poco avevano a che vedere con la mozione.

Insomma, è sembrata un’occasione di ritrovarsi per un gruppo di amici un po’ sconcertato dall’esito delle elezioni amministrative ad Arezzo e da quello del referendum costituzionale.

Una sorta di “ci siete sempre”? Una sequela di saluti e abbracci tra chi non si vedeva da un po’.

Ci sono sempre, anche se quanto seguito abbiano oggi non è facile da sapere.
Di certo ieri sera non hanno acquisito un solo voto per il loro candidato rignanese a segretario del PD, dal momento che non c’era nessuno di quelli da convincere…

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Pietro Aretino
« Qui giace l'Aretin, poeta Tosco, che d'ognun disse mal, fuorché di Cristo, scusandosi col dir: "Non lo conosco"! » (Ironica epigrafe indirizzata all'Aretino da Paolo Giovio[1]) È conosciuto principalmente per alcuni suoi scritti dal contenuto considerato quanto mai licenzioso (almeno per l'epoca), fra cui i conosciutissimi Sonetti lussuriosi. Scrisse anche i Dubbi amorosi e opere di contenuto religioso, tese a farlo apprezzare nell'ambiente cardinalizio che a lungo frequentò.

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