Anche il Brunello di Montalcino è diventato francese…

Non c’è più religione. Questi francesi vengono in Italia a fare shopping come noi si va all’IKEA; soltanto che l’IKEA è sempre di proprietà svedese, invece quello che comprano i francesi diventa loro. Ora hanno acquisito la maggioranza delle azioni della Biondi Santi. Che è la Biondi Santi? Si chiederà qualche astemio o qualche giovinettto imberbe…

Il Biondi Santi è “il” Brunello; la garanzia di qualità di quel consorzio di vinificatori che porta lo stesso nome del vino.

Biondi Santi per l’invecchiamento usa solo botti di rovere di Boemia dal 1888, anno del primo Brunello. Il Biondi Santi riserva si fa solo nelle annate migliori e per 12-13000 bottiglie da 0,750 cl.

Costa un occhio della testa, il Biondi Santi riserva, ma è una garanzia per tutti i marchi del Brunello. E’ la garanzia per il Brunello nel mondo.

Assegno da 250 milioni di euro e una vino simile va ad aggiungersi agli altri gioielli di un’azienda francese dalla grande rete di distribuzione…

Cavolo, ma perché non è qualche italiano a comprarsi il simbolo del Sauternes?

Già, qualche giovinetto o imberbe e qualche astemio si chiederanno cos’è il Sauternes… Provate a digitare quella parola su Google e cliccate su cerca…

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Pietro Aretino
« Qui giace l'Aretin, poeta Tosco, che d'ognun disse mal, fuorché di Cristo, scusandosi col dir: "Non lo conosco"! » (Ironica epigrafe indirizzata all'Aretino da Paolo Giovio[1]) È conosciuto principalmente per alcuni suoi scritti dal contenuto considerato quanto mai licenzioso (almeno per l'epoca), fra cui i conosciutissimi Sonetti lussuriosi. Scrisse anche i Dubbi amorosi e opere di contenuto religioso, tese a farlo apprezzare nell'ambiente cardinalizio che a lungo frequentò.

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