Tiger ad Arezzo – come farci acquistare stupidaggini inutili con entusiasmo

La catena di negozi Tiger, un marchio che un tempo (anni ’70 e ’80 del secolo scorso) era legato esclusivamente a scarpette per la pallavolo particolarmente di moda tra i giovani, arriva oggi dalla Danimarca e imperversa un po’ ovunque, proponendo alla medesima categoria cianfrusaglie varie di nessuna utilità.
Anzi, non è esatto; le cose che possono avere un’utilità in realtà erano reperibili facilmente in altri negozi, come quelli di articoli per la casa, la scuola e la cartoleria.

Cosa aggiunge Tiger a questi prodotti? Una serie di gingilli inutili dei quali non si avvertiva la mancanza prima del suo arrivo, ad Arezzo come altrove.
Cosa può fare un brand (un marchio-tendenza) basato su un po’ di design e prezzi abbordabili dai ragazzi…

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Pietro Aretino
« Qui giace l'Aretin, poeta Tosco, che d'ognun disse mal, fuorché di Cristo, scusandosi col dir: "Non lo conosco"! » (Ironica epigrafe indirizzata all'Aretino da Paolo Giovio[1]) È conosciuto principalmente per alcuni suoi scritti dal contenuto considerato quanto mai licenzioso (almeno per l'epoca), fra cui i conosciutissimi Sonetti lussuriosi. Scrisse anche i Dubbi amorosi e opere di contenuto religioso, tese a farlo apprezzare nell'ambiente cardinalizio che a lungo frequentò.

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