La lettera scarlatta

Come novelli Roger Chillingworth ed Hester del romanzo “La Lettera Scarlatta”, anche ad Arezzo gira la notizia tra bar e uffici di una lettera altrettanto scottante, scritta da una lei piuttosto conosciuta ad un lui altrettanto in vista, in cui non è l’amore a farla da padrone, quanto piuttosto una fredda e alquanto arrabbiata intimazione.
Non gioverebbe a nessuno dei due, recita la missiva, che sia di pubblico dominio un filmato alquanto scottante, che la nostra Hester in momenti intimi aveva prodotto, ma non con il consorte Roger.
Irreprensibile di giorno, licenziosa di notte la Hester non è nuova alla geometria dell’amore, amante di triangoli, rombi, quadrati e pentagoni, dove tra i vari cateti e isoscele non figura Roger.
Forse chissà, anche Roger ama la geometria, ma di questo per ora non ci è dato sapere, fatto sta che il filmino sia stato proposto a vari personaggi, per una rapida e soddisfacente diffusione al di fuori delle sale cinematografiche.
Nessuno ha però accolto la richiesta, e quindi tutto è rimasto nascosto, senonchè, malandrina la gente aretina, la lettera è rapidamente circolata e molti cittadini ne conoscono a memoria il contenuto.
Vizio comune in città quello di alcuni potenti professionisti e notabili, di predicare bene (moralità e reputazione limpida), ma di razzolare male (scannatoi e alberghetti ad ore), sperando sempre che i peones amaranto abbocchino e ci credno.
Ma la città, amante del morboso e dello scandalo non sta a guardare, e prima o poi tutto scappa fuori, anche la lettera scarlatta.

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Il Burattino
Giocatore incallito di verbi e parole, iconoclasta e irrispettoso, non si piega e non si spezza, specialmente quando il gioco si fa duro, egli comincia a giocare. Abituato a prendere botte si difende a colpi di mazza, poliglotta e multietnico, è forse il primo immigrato di Arezzo dalle calde terre dell'Africa.

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