Tutti zitti, cantano le cicale

Tutta colpa dei cambiamenti climatici!
Vai al polo Nord e ci trovi un sole che, se ci fosse, spaccherebbe le pietre, vai nel deserto del Sahara e ci trovi la neve.
Non è ancora finito l’inverno e sugli alberi già cantano le cicale.
Le formiche no, sono sempre le più accorte: non si fidano dei primi soli, e se ne stanno ben coperte nel nido.
Loro sanno quando è il momento di lavorare e quando invece è meglio dormire.
Per darsi delle regole e stare tutte insieme non hanno mai avuto bisogno neanche di un partito.
Le cicale, invece, si sono adeguate ai tempi: anche loro hanno fondato un partito: ma mica uno qualunque. Sono perfino riuscite a vincere le elezioni, con Mery Cornacchini, la leader del partito, eletta in consiglio comunale nella lista civica del sindaco Ghinelli.

Prima regola del partito delle cicale: siamo nate per cantare e nessuno ci rubi il mestiere.
Noi si canta e gli altri stanno zitti.
Anche perché le cicale, una volta salite a cantare, invece che sui banchini sotto le piante di Piazza Guido Monaco, sulla torre di Palazzo Cavallo, mica possono cantare tanto per far rumore.
Cantano e lavorano, ovviamente per la città invasa da rifiuti, piena di muri imbrattati con le bombolette di vernice spray dove scorrazzano ragni e formiche, piena di senzatetto che vanno a dormire nella case diroccate: peggio delle formiche.

Ma anche da quando le cicale sono in Comune a cantare, c’è sempre qualcuno che zitto non vuol stare.
E disturba le cicale perfino quando invece che a cantare sono in giro per la città a fotografare sporcizia, muri imbrattati, spazzatura in mezzo alla strada, formiche che escono dal nido per fare rifornimento.

Mery Cornacchini, leader delle cicale che ora amministrano la città e che vengono disturbate da chi non sta zitto mentre sono al posto di guida, alla fine ha perso la pazienza e ha cantato su Facebook:
“Considerando l’ottimo lavoro svolto con l’Associazione Partito delle Cicale Arezzo e forti di oltre 80.000 foto a cui si aggiungono filmati e servizi di sportello reclami dal 2011 al 2015 – canta su un post – è meglio che qualcuno taccia e smetta di dire vergogna perché penso che ricomincerò a ripubblicare tutto, visto che qualcuno è di mente corta, mi sa che una rinfrescatina ci vuole . Lasciateci amministrare”.

Una bella canzone, anche se l’italiano del testo lascia un po’ a desiderare, ma quando ci vuole ci vuole.
E se qualcuno di mente corta non sta zitto, sarà punito con una rinfrescatina.
Prepariamoci a una invasione di foto sui giornali, e di filmati in Tv.
Poi però non lamentatevi se le strade saranno piene di fogli di carta: guardate le foto che ci sono stampate e state zitti.
Mica siete mai andati a scuola di canto come le cicale, nate per cantare, e ora costrette a governare per voi la città.

 

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