L’opera più preziosa

La giornata è bellissima, cielo netto alla Gregg Toland e aria pungente da neve.
Quel pizzicorino al naso che preannuncia il tipico raffreddore infantile, a 35 anni.
Parti.
A bordo di una Kia Picanto bianca o a cavallo di una Harley, che differenza fa se l’umore è lo stesso? Stupore. Avventura. Thrilling.
Sembra un film di Roger Corman, invece è Chianti. A Pievasciata, nel versante senese della “s…hire” più famosa di Talia, grazie a Niko Cinali scopri il “Parco Sculture del Chianti”, www.chiantisculpturepark.it: Piero Giadrossi, curatore ma anche artista, e signora hanno imbastito una fusione perfetta (anche tecnologica: l’app gratuita da scaricare e dalla cui voce lasciarsi accompagnare durante il percorso è semplicemente geniale) fra arte contemporanea e natura.

C’è dialogo, reciproca comprensione, compatibile completezza. Ti incantano, fra le altre, le opere “Chiglia”, il fucile “Pace”, i due “Peperoni”, “Anfiteatro”, “Il salto della cavallina”, “Ponte”, “Botte”, “Arcobaleno spezzato”. La gente tipo Milo Busanelli o Jade Aurore Ralaison, navigati viaggiatori, volano giustamente fino in Giappone per visitare Naoshima, “l’isola d’arte” molto fuori Tokyo, ma magari non sanno di questo prezioso luogo in Italia.

Perché? Perché trovarlo non è semplice, perché da Siena non è minimamente pubblicizzato, perché comincia a essere segnalato solo quando ormai ci sei arrivato, perché se chiedi della sua esistenza nessuno ti sa dire niente, perché una volta arrivato l’ingresso è segnalato a destra della strada principale, tu entri nel viottolo e dopo un po’ un cancello con cartello ti avvisa che l’ingresso del parcheggio è a sinistra della strada principale, tu fai retromarcia, esci, vai a sinistra e lì un cancello con cartello ti dice che la biglietteria è a destra, cioè dove eri prima, e tu ti sei:
1) incazzato;
2) smarrito.
Ma la giornata è radiosa, insisti, alla fine entri e dentro trovi un vero “Labirinto”, di vetro mattone, e al suo interno l’opera più preziosa di tutte: te stesso.
Beh, tutto qui? Sai che novità!
Potevi anche non partire.

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Giannino Stoppani
Giannino Stoppani è insegnante, scrittore, sceneggiatore e critico/giornalista. Ha collaborato con il Pesaro Film Festival. Ha pubblicato con Falsopiano. Ha curato per anni la collana di cinema Bietti Heterotopia. Ha lavorato come aiuto regista e assistente di produzione in Italia e negli Stati Uniti. Come membro Fipresci continua a seguire festival e rassegna internazionali di cinema (Egitto, India, Svizzera). Vive orgogliosamente ad Arezzo.

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